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Calabria: tempo divisa, 2 infermieri vincono il ricorso

di Redazione

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Il Tribunale di Cosenza, sezione Lavoro, ha confermato ancora una volta che il tempo di vestizione/svestizione degli infermieri (cosiddetto tempo divisa) va retribuito come prestazione di lavoro. Lo ha fatto accogliendo il ricorso di due infermieri dipendenti dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, che dovranno vedersi riconosciute le spettanze arretrate, a titolo di vestizione, pari ad €3.399,63 e €2.943,36, calcolati sui giorni di effettiva presenza in servizio dei due lavoratori negli ultimi cinque anni.

Tempo divisa è tempo di lavoro: infermieri AO Cosenza vincono ricorso

Due infermieri dipendenti dell'A.O. Cosenza hanno visto riconosciuto il tempo di vestizione quale parte integrante dell'orario di lavoro.

Parla di notevole traguardo il responsabile regionale del sindacato di categoria Nursing Up, Stefano Sisinni, in relazione alla sentenza del Tribunale di Cosenza che accoglie il ricorso di due infermieri dipendenti dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza sul tanto dibattuto tema della vestizione/svestizione della divisa.

La ferma opposizione da parte dell'Azienda circa il riconoscimento di questa voce retributiva - scrive il Nursing Up in una nota - inevitabilmente, ha spinto il Nursing Up ad agire per il riconoscimento del diritto nelle opportune sedi giudiziarie.

Il contenzioso legale è iniziato nell'ottobre 2021, con il deposito di rituale ricorso al Giudice del Lavoro di Cosenza, per culminare con l'emissione della sentenza di accoglimento totale delle richieste in favore di due infermieri D.A. e G.M., ed il riconoscimento retributivo delle spettanze arretrate, a titolo di vestizione, che ammonta rispettivamente ad euro 3.399,63 e ad euro 2.943,36 somme rapportate ai giorni di effettiva presenza in servizio dei due lavoratori negli ultimi cinque anni.

Vedersi riconosciuto il tempo di vestizione quale parte integrante dell’orario lavorativo. Spostandosi in Umbria, ad esempio, è quanto ha ottenuto un’infermiera dell’azienda ospedaliera Santa Maria, con una sentenza del tribunale di Terni, dopo il pronunciamento della Cassazione, che nel luglio 2021 ha disposto 3.800 euro di risarcimento nei confronti della professionista sanitaria.

E ancora, tre mesi dopo, 84 operatori che hanno fatto causa all’Asst di Lecco hanno ottenuto, complessivamente, un risarcimento di 77mila euro. L’obiettivo è stato raggiunto, dunque, poiché il tribunale del Lavoro della città lombarda ha ritenuto legittima la loro richiesta, riconoscendo il tempo di vestizione quale parte integrante dell’orario lavorativo.

Tornando alla stretta attualità, i responsabili Nursing Up dell’AO di Cosenza, Andrea De Cicco e Laura Scaglione, esprimono grande soddisfazione per il riconoscimento di questo sacrosanto diritto ai lavoratori della sanità e poi il monito: questo risultato non costituisce di certo un punto di arrivo, ma l'inizio delle battaglie intraprese per la tutela dei lavoratori.

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