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Salute

Prevenire è meglio che curare

di Marco Alaimo

Tutti sanno che è più necessaria la prevenzione della cura, ma pochi premiano gli atti di prevenzione (Nassim Nicholas Taleb). Il dottore del futuro non darà medicine, ma invece motiverà i suoi pazienti ad avere cura del proprio corpo, alla dieta, ed alla causa e prevenzione della malattia (Thomas Alva Edison). La prevenzione è l’insieme delle azioni ed attività che mirano a ridurre mortalità, morbilità o effetti dovuti a determinati fattori di rischio o patologie (profilassi), promuovendo la salute e il benessere individuale e collettivo. In ottica moderna, la prevenzione e la promozione della salute devono essere incentrate sull’azione sinergica di vari settori della società, sui fattori di rischio comportamentali che possono essere modificati, sul contrasto alle disuguaglianze e su ciò che determina la salute a livello sociale, economico e ambientale, sull’importanza della diagnosi precoce e sul ruolo fondamentale delle vaccinazioni. A questo fine, l’Istituto Superiore di Sanità si ispira per le sue attività ai principi cardine del potenziamento delle capacità delle persone di praticare scelte responsabili per il proprio benessere.

Prevenzione e promozione della salute abbracciano tutte le fasi della vita

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Lo stile di vita sano è il modo di vivere quotidiano che rafforza e migliora le capacità di riserva del corpo, aiuta le persone a rimanere in buona salute.

La responsabilità per la salute dipende anche dal singolo. Lo scopo delle attività di prevenzione è quello di garantire alla società ed al singolo individuo la salute, coinvolgendo varie professioni del campo sanitario e non solo: medici, infermieri, fisioterapisti, insegnanti, psicologi, ecc.

Gli obiettivi della prevenzione sono principalmente:

  • Evitare la malattia
  • Controllare l’epidemiologia e la diffusione di una determinata patologia
  • Eradicazione delle malattie
  • Favorire il reinserimento familiare, sociale e lavorativo del malato
  • Aumentare la qualità della vita del paziente

Con il passare degli anni la prevenzione medica e la sua pratica operativa hanno preso campo e si sono evolute: hanno consentito così una visione più omogenea e una loro classificazione in 3 livelli.

Piano nazionale prevenzione 2020-2025

Il PNP (piano nazionale della prevenzione) 2020-2025 è stato adottato il 6 agosto 2020 ed è lo strumento di pianificazione centrale degli interventi di prevenzione e promozione della salute da realizzare su tutto il territorio e mira a garantire sia la salute individuale che quella collettiva e anche la sostenibilità del SSN.

Il PNP rafforza una visione che considera la salute come risultato di uno sviluppo armonico e sostenibile dell’essere umano, della natura e dell’ambiente. Questo piano si articola in 7 macro-obiettivi, i quali sono:

  • Malattie croniche non trasmissibili
  • Dipendenze e problemi correlati
  • Incidenti stradali e domestici
  • Infortuni e incidenti sul lavoro
  • Malattie professionali
  • Ambiente, clima e salute
  • Malattie infettive prioritarie

Per quanto riguarda invece, nello specifico, la regione Toscana, il piano Regionale è formato da 10 programmi predefiniti e 4 programmi liberi. Quelli predefiniti sono: scuole che promuovono la Salute, comunità attive, luoghi di lavoro che promuovono la salute, le dipendenze, la sicurezza negli ambienti di vita, un piano mirato di prevenzione, come in edilizia e agricoltura o del rischio cancerogeno professionale, delle patologie professionali dell’apparato muscolo-scheletrico e del rischio stress correlato al lavoro, ambiente, clima e salute, misure per il contrasto dell’Antimicrobico-Resistenza.

I programmi liberi invece sono promozione della salute riproduttiva, in gravidanza e nei primi 1000 giorni, screening oncologici, malattie infettive e vaccinazioni e promozione di alimenti sani e sicuri. 

Il piano regionale implementa la strategia “guadagnare salute” fondata su interventi rivolti alla popolazione, finalizzati a diffondere e facilitare la scelta di stili di vita corretti nell’ottica dei principi di “salute in tutte le politiche”. In termini di prevenzione primaria e secondaria ricopre enorme importanza la conduzione di uno stile di vita sano.

Il benessere inizia dalla tavola

L'organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute come uno stato di completo benessere fisico, mentale, sociale e non semplicemente come assenza di malattia o infermità, di conseguenza non si può parlare di buona salute se la nutrizione non è adeguata.

Un buono stato nutrizionale è determinato dal cibo che mangiamo in relazione alla capacità di digerire, assorbire e utilizzare le sostanze nutritive. Nessun alimento preso singolarmente contiene tutti i nutrienti necessari, è quindi fondamentale variare la dieta il più possibile.

Un'alimentazione varia ed equilibrata è alla base di una vita in salute; un'alimentazione non corretta, infatti, oltre ad incidere sul benessere psico-fisico, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per l'insorgenza di malattie croniche.

Piramide alimentare mediterranea

piramide alimentare

Piramide alimentare

La dieta mediterranea si configura come un vero e proprio stile di vita, è un modello nutrizionale ispirato agli stili alimentari tradizionali dei paesi che si affaccia mediterraneo. Studiata da scienziati di tutto il mondo fin dagli anni '50 del secolo scorso, ancora oggi la dieta mediterranea rimane tra le diete che, associate a stili di vita corretti, risultano influire positivamente sulla nostra salute.

Il primo studio osservazionale sulla dieta mediterranea, divenuto famoso come "studio dei sette paesi", fu condotto dal biologo e fisiologo statunitense Ancel Keys. In questo studio vennero messe a confronto le diete adottate da Stati Uniti, Italia, Finlandia, Grecia, Jugoslavia, Paesi Bassi e Giappone per verificare quali fossero i benefici e i punti critici in termini di salute cardiovascolare. I risultati di tale studio erano chiari: più ci si allontanava dagli schemi mediterranei, maggiore era l'incidenza di malattie cardiovascolari.

La letteratura scientifica ci aiuta a comprendere le ragioni degli effetti benefici della dieta mediterranea sulla salute. In primo luogo, il fatto che tale stile alimentare prevede il consumo di alimenti a bassa densità di calorie come verdura, frutta, cereali e legumi, che assicurano un apporto di fibra che protegge dall'insorgenza di molte malattie croniche.

Inoltre, sono state riscontrare numerose attività biologiche positive per il nostro organismo da parte di composti presenti quasi esclusivamente in alimenti di origine vegetale. A tal proposito vi sono due componenti che si dimostrano fondamentali per la prevenzione di molte malattie, ossia: le proprietà dei polifenoli contenuti in frutta e verdura, di pigmenti come carotenoidi e di vitamine C ed E che funzionano da antiossidanti.

Scopi e modalità dei tipi di intervento in funzione del tipo di prevenzione

Prevenzione primaria Ridurre o eliminare i fattori di rischio che contribuiscono a sviluppare il DCA, attraverso educazione, sensibilizzazione e informazione
Prevenzione secondaria Ridurre la morbilità e il cronicizzarsi del DCA, identificare precocemente le persone a rischio
Prevenzione terziaria Trattamento delle persone con DCA ormai conclamato e prevenzione delle complicanze e trattamento e riduzione dei sintomi

Attività fisica

Cosa vuol dire muoversi? L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) definisce l’attività fisica come qualsiasi movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici che richiede un dispendio energetico.

In questa definizione rientrano quindi non solo le attività sportive ma anche semplici movimenti quotidiani come camminare, andare in bicicletta, ballare, giocare, fare giardinaggio e i lavori domestici. Uomini e donne di ogni età possono trarre vantaggio anche solo svolgendo ogni giorno 30 minuti di esercizio moderato (come fare le scale o una passeggiata) non necessariamente da svolgersi in un’unica seduta, ma in ogni occasione della giornata.

attività fisica

Perché muoversi?

Molti sono i benefici che può dare una vita fisicamente attiva. Muoversi è una delle chiavi per prendersi cura di sé, un modo per migliorare, sin da subito, la qualità della propria vita. L’esercizio è anche uno degli strumenti migliori per prevenire e curare molte patologie:

  • Potenzia il funzionamento di cuore e polmoni
  • Migliora l’agilità e l’equilibrio aiutando a sviluppare (nel caso dei bambini) o a rafforzare (nel caso di adulti e anziani) l’apparato osteoarticolare e muscolare, concorre al benessere psicologico, riducendo ansia, depressione e senso di solitudine
  • Aiuta a prevenire e a trattare il sovrappeso perché regola l’appetito e aumenta il numero di calorie bruciate ogni giorno
  • Contribuisce a prevenire malattie cardiovascolari, abbassando i valori della pressione arteriosa e quelli dell’ipercolesterolemia
  • Riduce il rischio di malattie croniche come il diabete e osteoporosi
  • Diminuisce il rischio di alcuni tipi di cancro, come per esempio quello al seno o al colon

Fare sport, ginnastica, ma anche solamente svolgere attività quotidiane come giocare, camminare, andare in bicicletta, aiuta a sentirsi meglio diminuendo lo stress, tonificando i muscoli e aiutando il sonno notturno.

Praticare regolarmente attività fisica fa bene a ogni età

Nei bambini e adolescenti l’attività motoria migliora le capacità di apprendimento e l’adattabilità del ragazzo agli impegni quotidiani, favorisce un buon controllo emotivo, una migliore autostima e aumenta la capacità di socializzare.

  • Sviluppa il tessuto osseo e le articolazioni
  • Costruisce delle buone masse muscolari
  • Mantiene un peso appropriato

Negli adulti è auspicabile praticare attività sportiva almeno due volte la settimana. Anche nell’anziano è fondamentale l’attività fisica, non solo come processo di riabilitazione ma anche per assicurare un “buon invecchiamento”.

In linea generale, all'attività fisica potremmo ricondurre i seguenti benefici per la salute psico-fisica:

  • Diminuzione dello stress nervoso
  • Diminuzione di sintomi depressivi e ansiosi; riconosciuto contributo alla lotta dalle tossicodipendenze e dall'alcolismo, oltre che di altre patologie psichiatriche
  • Ottimizzazione della fitness cardio-vascolare e ventilatoria polmonare
  • Ottimizzazione della fitness locomotoria, con maggior enfasi su forza, resistenza specifica, velocità o mobilità articolare a seconda del caso
  • Aumento del dispendio energetico giornaliero, con effetto preventivo e terapeutico sull'obesità
  • Prevenzione e miglioramento di molte patologie metaboliche (dislipidemie, iperglicemia e diabete mellito tipo 2, ipertensione arteriosa ecc.)
  • Prevenzione e miglioramento di molte patologie articolari (artrosi, artrite reumatoide, ecc.) e riduzione della sintomatologia dolorosa reumatica
  • Stimolo al raggiungimento del picco di massa ossea in età evolutiva e prevenzione dell'osteoporosi in terza età
  • Aumento dell'ossigenazione dei tessuti e del cuore
  • Prevenzione e potenziale miglioramento di condizioni enteriche come stipsi, la steatosi epatica grassa ecc.
  • Riduzione dei rischi cardiovascolari (coronaropatie e ictus da aterosclerosi o da trombo-embolia) e della perdita di efficienza respiratoria (come nell'asma)
  • Riduzione del rischio di alcune forme di tumore (la correlazione è tuttavia indiretta e legata alla composizione corporea e allo stile di vita)
  • Miglioramento dell'equilibrio
  • Aumento della massa muscolare e conseguente miglioramento della composizione corporea (ulteriormente migliorata dall'eventuale dimagrimento)
  • Riconosciuto contributo alla prevenzione dalla sarcopenia negli anziani e rallentamento della degenerazione neuromuscolare in patologie irreversibili
  • Aumento dell'aspettativa e della qualità della vita

Patologie da stress

Gli effetti dello stress possono causare a lungo termine varie patologie, come:

  • Cardiovascolari: tachicardia, aritmie, angina pectoris, infarto del miocardio, ictus cerebrale, cardiopatie ischemiche (Tia, Attacco ischemico transitorio)
  • Gastrointestinali (ulcere gastriche, tumore al colon)
  • Diabete
  • Malattie muscolo-scheletriche (tendinopatie, osteoporosi)
  • Malattie dermatologiche: acne, dermatite, psoriasi
  • Depressione e ansia
stress lavoro correlato

Burnout: stress da lavoro

Esistono situazioni di stress elevatissimo che causano una vera e propria patologia: il burnout. È una condizione diffusa in molti settori lavorativi, in particolare tra gli operai, dipendenti di grosse istituzioni e tutte le professioni di aiuto e assistenza.

In queste situazioni i lavoratori sottovalutano il proprio stato, sono incapaci di gestire lo stress e a lungo termine può portare a spossatezza fisica e mentale che si aggrava fino a portare ad aggressività oppure a depressione.

Quando si è sottoposti a stress l'organismo mette in atto una serie di cambiamenti che rendono possibile il superamento di un determinato ostacolo, perciò per raggiungere uno stato di benessere bisogna fare attenzione a cosa il nostro corpo non può fare a meno: sonno, riposo, alimentazione corretta, attività fisica e un atteggiamento diverso nei confronti di fattori che provocano risposte negative di stress.

Bisogna quindi chiedersi: abbiamo abbastanza tempo da dedicare a noi stessi per fare ciò che ci fa stare bene nonostante gli impegni quotidiani?

Relazioni tra gli adolescenti

L'adolescenza è quella fase della vita in cui un soggetto progetta il proprio futuro. Non più bambini, non ancora adulti, in adolescenza ragazzi e ragazze devono scoprire chi è l'individuo unico e speciale da "mettere a punto" e definire attraverso le proprie competenze ed esperienze.

Se l'età adulta porta alla stabilizzazione della propria identità, l'adolescenza (quella fascia d'età compresa tra i 13 e i 19 anni) si connota per la straordinaria instabilità di chi la vive. Instabilità dell'umore, considerato che le "montagne russe emotive" rappresentano una costante, soprattutto nella fase della prima adolescenza (fino ai 15-16 anni), con una periodica oscillazione tra felicità estrema e intensa tristezza, per non parlare della paura che a volte compare potente sulla scena dell'attivazione emotiva, ovvero in quei momenti in cui ci si sente in balìa di emozioni che prendono il controllo del nostro funzionamento mentale.

Instabilità del corpo che, soggetto alle profonde modificazioni imposte dalla tempesta ormonale esplicitata dall'ingresso in pubertà, in breve tempo cambia forma e dimensioni. Si genera così una notevole fatica nel soggetto a "mentalizzarne" non solo le trasformazioni, rese oggettive dall'immagine riflessa dallo specchio (tipico degli adolescenti è stazionarvi davanti per guardarsi dal di fuori, nel faticoso tentativo di riuscire progressivamente a mettere dentro di sé ciò che la superficie dello specchio riflette e restituisce), ma anche le dimensioni correlate alla sessualità.

Esiste l'idea che “gli ormoni impazziti” siano responsabili di “mandare fuori di testa” i giovani in questa fascia d'età, in realtà non è affatto così. L'aumento del livello ormonale non è la causa di quanto avviene durante l'adolescenza, sono invece i cambiamenti dello sviluppo del cervello a esercitare un forte influsso.

Altrettanto scorretta è la convinzione che l'adolescenza sia solo una fase da sopportare con una buona dose di pazienza da parte della famiglia. Si tratta invece di un'età cruciale, fondamentale per esprimere tutte quelle potenzialità, alla base di una vita adulta ricca e piena.

Spesso, inoltre, l’adolescente ha come altra caratteristica l’impulsività, in sostanza il teenager agisce d'impeto senza riflettere a fondo, vive con il piede sempre premuto sull'acceleratore. Aggiungiamo, poi, l'importanza delle relazioni con i coetanei e il desiderio di accettazione, che spinge il giovane a commettere azioni impulsive.

In questo scenario di mutevolezza e instabilità costanti, c'è una dimensione che rimane stabile durante l'intera adolescenza: il bisogno di nuovi contatti e relazioni. L'adolescente vive una necessità improrogabile di confrontarsi con gli altri, con un mondo di persone che non abitano in casa e di cui non può fare a meno. Oggi questa esigenza si esprime anche attraverso nuovi strumenti, i social network, a portata di mano degli adolescenti grazie ai cellulari.

Perché è così difficile relazionarsi con gli adolescenti?

discussione madre figlia

Da un punto di vista evolutivo l’adolescenza dei figli permette il completamento dello sviluppo della personalità e del ciclo vitale dei genitori e li “costringe’’ al cambiamento in quanto modifica gli stati familiari e di coppia. Ci sono molti più adulti che vogliono aiutare i ragazzi, rispetto ai ragazzi che chiedono di essere aiutati.

Ciò che gli adulti chiamano aiuto spesso è un tentativo teneramente velato di indurre l’adolescente a fare ciò che i genitori, gli insegnanti o gli educatori credono sia la cosa migliore. Si mettono in atto molti tentativi per raggiungere questo scopo, fallendo molto spesso (soprattutto nel tempo) e poi ripetendo gli stessi comportamenti e talora rafforzandoli nonostante i fallimenti.

Perché non si ha questa consapevolezza? Perché ciò che si fa in genere è ciò che è stato imparato dai modelli di riferimento, perché è molto difficile fermarsi a riflettere, perché è difficile da cambiare.

La socialità è fondamentale per la loro crescita soprattutto per acquisire competenze relazionali, sperimentarsi, individuarsi dal nucleo familiare e raggiungere un’autonomia da un punto di vista psicologico. Gli amici diventano un punto di riferimento: con loro non si condivide semplicemente il tempo libero, ma anche e soprattutto sentimenti, segreti, desideri, interessi e problemi. Ci si identifica con il gruppo, con i suoi valori e ci si separa man mano dalle figure genitoriali, per diventare adulti e autonomi.

Perché per i ragazzi il gruppo è fondamentale

In adolescenza le amicizie sono così importanti da occupare il primo posto nella classifica degli affetti. La famiglia, infatti, è spesso percepita come un luogo in cui è più difficile aprirsi ed essere compresi, mentre le regole vengono lette spesso solo come un divieto o un’imposizione.

Il gruppo di amici sicuramente è indispensabile per la costruzione dell’identità personale di ogni adolescente: autostima, considerazione di sé, sicurezza, successo e riconoscimento sono tutti aspetti che vengono cercati e sviluppati attraverso il confronto con i pari. L’amicizia, il sostegno reciproco e la possibilità di vivere relazioni positive rappresentano spesso anche una sorta di antidoto contro quell’insicurezza che ogni ragazzo si ritrova ad affrontare in questa delicata fase di crescita.

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