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gravidanza

Modificazioni fisiologiche di peso e metabolismo

di Redazione

L’organismo della donna durante la gravidanza si prepara al parto e all’allattamento ed è influenzato dagli ormoni gravidici, dalla crescita fetale e dall’adattamento fisiologico materno che comporteranno una serie di modificazioni le quali per la maggior parte ritorneranno alla normalità dopo il parto. Premesso che le modificazioni più evidenti avvengono all’apparato genitale, col passare delle settimane l’aspetto della donna si modifica principalmente per la ritenzione generalizzata dei liquidi che associata alla crescita del tessuto adiposo, del feto, degli annessi embrio-fetali e dell’utero, determinano il costante aumento di peso.

Come cambia il peso della donna durante la gravidanza

L’aumento di peso deve conciliare con una adeguata alimentazione e l’Indice di Massa Corporea (IMC o BMI – Basic Mass Index pregravidico: kg/m² (dividere il peso, espresso in kg, per il quadrato dell'altezza, espressa in metri).

L’aumento ponderale raccomandato a fine gravidanza varia in base al peso pregravidico. In caso di:

  • Donna sottopeso 12,5 - 18 kg
  • Donna normopeso 11,5 - 16 kg
  • Donna sovrappeso, 7 - 11,5 kg
  • Donna obesa, ≥7 kg
Distribuzione dell’incremento di peso in gravidanza (in grammi)    
Tessuti e fluidi 10 sett. 20 sett. 30 sett. 30 sett.
Feto 5 300 1500 3400
Placenta 20 170 430 650
Liquido amniotico 30 350 750 800
Utero 140 320 600 970
Mammelle 45 180 360 505
Sangue 100 600 1300 1450
Liquido interstiziale 0 30 80 1480
Grasso materno 310 2050 3480 3345

Metabolismo gravidico

Il metabolismo gravidico, influenzato dagli ormoni della gravidanza, aumenta la sua attività per rispondere alla maggiore domanda da parte del feto che cresce e del suo sistema di supporto. In base all’età gestazionale il feto cambia la richiesta di proteine e grassi e nella seconda metà della gravidanza la richiesta di carboidrati cresce in maniera considerevole poiché nelle ultime 8 settimane il feto raddoppia all’incirca il suo peso.

Durante la gravidanza vengono immagazzinate proteine per mantenere livelli costanti di proteine le quali saranno utilizzate durante l’allattamento per evitare che ci sia la deplezione di tessuto materno.

L’ormone Lattogeno Placentare (HPL), secreto dall’embrione e dal feto e rilasciato nel sangue materno, influenza positivamente l’assorbimento dei grassi. Aumentano anche le lipoproteine e il colesterolo circolante. Per questi motivi è importante l’assetto nutrizionale durante la gravidanza in base allo stato nutrizionale pregravidico, all’età della madre e alla parità. Nello stesso tempo è importante considerare e calcolare l’apporto calorico in base all’attività fisica svolta.

Anche il metabolismo dell’acqua, influenzato dagli alti livelli di ormoni steroidei, è alterato in gravidanza; si riduce l’osmolalità plasmatica favorendo la ritenzione dei liquidi e del sodio. Contemporaneamente la diminuzione delle proteine sieriche altera il bilancio idrico facendo aumentare la pressione intracapillare e la permeabilità determinando la ritenzione dei liquidi nel terzo spazio con conseguente formazione di edemi, soprattutto declivi.

L’aumentato apporto di acqua è giustificato dalla presenza del feto, della placenta, del liquido amniotico, dell’aumento del volume ematico, per i liquidi interstiziali e per gli organi materni aumentati di volume.

Modifiche all’apparato gastrointestinale

Le modifiche a carico dell’apparato gastrointestinale sono causate soprattutto dalla dislocazione degli organi. Lo stomaco è spostato in alto e verso sinistra dalla crescita dell’utero e ciò comporta la deviazione dell’esofago che assieme ad un ridotto tono dello sfintere esofageo inferiore - che usualmente impedisce il reflusso del contenuto gastrico - determina il reflusso gastresofageo durante la gravidanza.

La velocità di svuotamento dello stomaco aumenta e tale fenomeno si accentua in prossimità del travaglio. L’intestino tenue viene spinto ad occupare lo spazio vuoto lasciato dall’utero che cresce. A carico dell’intestino tenue e del colon si verifica una riduzione del tono e della mobilità e questo favorisce l’assorbimento del ferro, dell’acqua e del sodio causando un più o meno marcato grado di stipsi.

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